Una delle cappelle del Sacro Monte di Ossuccio lungo la mulattiera acciottolata, con il lago e le montagne sullo sfondo
Sacro Monte di Ossuccio, la via delle cappelle — foto: Laurom · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Tra i tesori della Tremezzina ce n'è uno che si scopre a piedi, passo dopo passo, salendo sopra i tetti di Ossuccio. È il Sacro Monte della Beata Vergine del Soccorso: una mulattiera acciottolata che si arrampica tra ulivi e boschi, scandita da quattordici cappelle barocche, fino a un santuario affacciato sul lago e sull'Isola Comacina. Un luogo di devozione, certo, ma anche una passeggiata di straordinaria bellezza, adatta a chiunque abbia voglia di camminare con calma.

Un percorso devozionale del Seicento

I Sacri Monti nascono tra la fine del Cinquecento e il Seicento nell'Italia settentrionale: complessi di cappelle disposte lungo un cammino in salita, ciascuna dedicata a un episodio sacro, pensati per accompagnare il fedele in una sorta di pellegrinaggio per immagini. Quello di Ossuccio fu costruito tra il 1635 e i primi anni del Settecento, a servizio di un santuario mariano già esistente e molto venerato sulla sponda occidentale del Lario.

Il percorso è dedicato ai misteri del Rosario: le cappelle si susseguono lungo la salita seguendo i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi, e il cammino trova il suo compimento nel santuario in cima. Lungo la strada si incontrano archi, muretti a secco, scorci improvvisi sul lago: l'architettura e il paesaggio sono stati pensati insieme, ed è proprio questo dialogo a rendere il luogo così suggestivo.

Le cappelle e le statue

Ogni cappella custodisce una scena a grandezza naturale. In tutto il Sacro Monte conta circa 230 statue in stucco e terracotta, realizzate in gran parte dallo scultore ticinese Agostino Silva insieme ad altri artisti dell'epoca, e arricchite da affreschi alle pareti. Le figure sono vivaci, espressive, piene di dettagli quotidiani: abiti, animali, oggetti di uso comune. Attraverso le grate delle cappelle si possono osservare da vicino, ed è un esercizio che appassiona anche i bambini, invitati a scovare i personaggi più curiosi in ogni scena.

Le cappelle si presentano con forme diverse, alcune con porticati, altre più raccolte, e ognuna merita una piccola sosta. Fermarsi a ogni tappa è anche il modo migliore per dosare la fatica della salita.

Il Santuario della Beata Vergine del Soccorso

In cima, a circa 400 metri di quota, si apre il santuario, più antico delle cappelle: il corpo principale risale al Cinquecento, mentre il campanile fu completato nel Settecento. All'interno è venerata una statua della Madonna del Soccorso di epoca medievale, oggetto di una devozione che si tramanda da secoli. Il sagrato è una terrazza naturale sul lago: davanti si stende l'Isola Comacina, più in là la sponda opposta e, nelle giornate limpide, le montagne che chiudono l'orizzonte. Vale la pena prendersi il tempo per sedersi e guardare.

Patrimonio UNESCO dal 2003

Nel 2003 il Sacro Monte di Ossuccio è entrato nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO insieme agli altri Sacri Monti di Piemonte e Lombardia, nove complessi che testimoniano un modo unico di unire arte, fede e paesaggio. Tra questi, quello di Ossuccio è l'unico affacciato sul Lago di Como, e la combinazione tra le cappelle barocche e la vista sull'acqua lo rende uno dei più amati.

Consigli per la salita

La mulattiera parte dalla parte alta di Ossuccio e sale con pendenza costante: a passo tranquillo servono circa 30-40 minuti per arrivare al santuario, qualcosa in più se ci si ferma a ogni cappella, come è giusto fare. Il fondo è in ciottoli, a tratti irregolare e scivoloso dopo la pioggia: scarpe con una buona suola sono indispensabili, mentre i passeggini non sono adatti. Nelle giornate estive conviene salire al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando la luce sul lago è più morbida e il caldo meno intenso.

La discesa si fa sullo stesso percorso e regala vedute diverse, con l'Isola Comacina sempre di fronte. Chi ha più energie può proseguire su altri sentieri che salgono verso i monti alle spalle della Tremezzina, ma per la maggior parte dei visitatori il santuario è una meta più che appagante.

Consiglio pratico: il santuario è un luogo di culto attivo: durante le celebrazioni la visita all'interno va fatta con discrezione. Orari di apertura del santuario e di eventuali visite guidate vanno verificati sui canali ufficiali del santuario e del Comune di Tremezzina.

Il Sacro Monte è a Ossuccio

Next Comacina, in Via Gioacchino Leoni, è a Ossuccio, il paese da cui la mulattiera delle 14 cappelle porta al santuario con 30-40 minuti di salita. Vista lago, fino a 4 ospiti e garage privato gratuito.